Maestro, la tecnologia che digitalizza le stufe

Il sistema Maestro aggiunge alle stufe MCZ la gestione da remoto, la diagnostica a distanza e l’ottimizzazione del calore in ogni punto della casa

Nel settore stufe e camini, MCZ è un brand che più di tutti ha puntato  sull’innovazione, lanciando una lunga serie di brevetti e tecnologie innovative.  La mission aziendale? Rendere più facile la vita all’utilizzatore finale,  ottimizzando le performance del prodotto per una combustione sempre più pulita ed efficiente

Ultimo traguardo raggiunto è Maestro, innovativa tecnologia che permette alla stufa di esprimere il suo massimo potenziale, con un utilizzo ancora più facile e intuitivo.  

Stufa MCZ

Un vero e proprio micro-computer integrato dialoga con lo smartphone. Grazie all’intuitiva App (messa a disposizione da MCZ), si può gestire l’attivazione(o disattivazione) della stufa anche a distanza, magari mentre si torna a casa dopo una giornata di lavoro. Tutto è sotto controllo, partendo dalla temperatura ideale fino alla regolazione della fiamma. In questo modo non si dovrà più rinunciare al piacere di trovare al rientro, un ambiente caldo e accogliente anche nelle giornate più fredde, evitando di lasciare inutilmente il riscaldamento acceso. Oltre alla App si possono avere pannello digitale e telecomando.

Sistema di diffusione intelligente del calore

Se non bastassero il grande risparmio sui consumi e una combustione che genera meno cenere e lascia pulito il vetro, Maestro conquista con un’altra sorprendete funzionalità. Grazie ad una sonda wifi con connessione automatica, da posizionare in qualsiasi stanza della casa, la stufa smart si regolerà per raggiungere la temperatura che desiderate proprio in quel punto.

[Giuseppe D’Orsi]


OSSERVATORIO - Cantiere Galli Design

A Roma Cantiere Galli Design dà spazio a talenti creativi e realtà artigianali del territorio, a cominciare da ceramiche e luminarie d'artista tra memoria e sperimentazione

Ceramiche decorate di Coralla Maiuri presso Cantiere Galli Design, Roma

Cantiere Galli Design  ha inaugurato il progetto 'Osservatorio' per dare voce e spazio ai designer emergenti di Roma. La rassegna culturale, ideata insieme a Domitilla Dardi, prevede tre diversi appuntamenti durante l’arco del 2018 in cui talentuosi progettisti sono chiamati a realizzare, all’interno degli spazi di Cantiere (via Antonio Pacinotti 63. zona gazometro) un’installazione site-specific che mostri al pubblico la filosofia e i concetti racchiusi dentro il loro operato. Osservatorio intende offrire uno sguardo propositivo e ravvicinato della cultura del progetto nella città di Roma e nei suoi dintorni, mescolando storia e memoria con innovazione e sperimentazione.

Ceramiche decorate di Coralla Maiuri presso Cantiere Galli Design, Roma

'Lasciare tracce', il primo appuntamento della rassegna, vede come protagoniste le affascinanti ceramiche di Coralla Maiuri  e le scenografiche luminarie di Sabina Belfiore Lucovich.

Luminaria di Sabina Belfiore Lucovich presso Cantiere Galli Design, Roma

Una tavola rettangolare apparecchiata con le ceramiche e i servizi di Coralla Maiuri arricchisce il corridoio centrale di Cantiere Galli Design; le sue collezioni ispirate all’arte rinascimentale e barocca, alla maestria dell’artigianato italiano e caratterizzate da forte sensibilità, trasformano piatti, ciotole, tazze, vasi, sculture e giare in piccoli universi unici ed irripetibili.

Luminaria di Sabina Belfiore Lucovich presso Cantiere Galli Design, Roma

Il corridoio sinistro, invece, ospita le evocative luminarie di Sabina Belfiore Lucovich, uno studio espressivo sulla luce in cui forme minimali, eteree, ipnotiche e silenziose, realizzate a mano con puro rame e micro LED, riportano alla mente le luci delle feste popolari nei paesi del Meridione.

[Text Chiara Sgreccia - Photo Silvana Spera]


Consumi d'energia sott'occhio con i colori

Variando il colore DiCE, dispositivo IOT, indica quanta elettricità si sta utilizzando: un invito a consumare energia in modo consapevole

DiCE di Abenergie

DiCE, strumento Easy Play, aiuta a controllare le abitudini di consumo di energia attraverso il colore: un apparecchio di design varia dal blu al rosso lampeggiante passando per verde e violetto, segnalando così, al semplice tocco della mano, la quantità di energia consumata; il dispositivo DiReader legge i consumi elettrici che trasmette alla app DiCE grazie ad un altro dispositivo, DiGateway. L’applicazione per iOS e Android facilita il monitoraggio delle abitudini e fornisce consigli e suggerimenti sull’energia usata.

DiCE di Abenergie

Marco Acerbis, progettando DiCE per ABenergie, produttore e fornitore di energia elettrica e gas naturale sul territorio nazionale, ha pensato ad un oggetto semplice, dall’ingombro molto ridotto, attraente e dall’uso intuitivo. L’attuale forma piramidale dai bordi arrotondati favorisce l’interazione con l’utente, invitandolo all’utilizzo per conquistare il controllo dei propri consumi. DiCE è stato selezionato ADI Design Index 2017 proprio con questa motivazione. [Text Giulia Bruno]


Smeg e Dolce&Gabbana: Sicily is my love

Grandi e piccoli elettrodomestici si vestono di folclore isolano nella collezione Sicily is my love firmata dal fashion brand per Smeg

Collezione Sicily is my love

Tra i numerosi nuovi elettrodomestici presentati da Smeg www.smeg.it al Salone del Mobile di Milano 2018, nell'area FTK e al Fuorisalone, spiccava per colore e stile originale la collezione Sicily is my love, frutto della partnership tra l’esperienza tecnologica dell'azienda emiliana e l’anima creativa di Dolce&Gabbana.

Forno della collezione Sicily is my love

Esposti presso l’ex cinema Metropol, di Viale Piave a Milano, sede dei grandi eventi firmati D&G, frigoriferi, forni, cappe sono apparsi come oggetti artistici, nel racconto delle radici sicule. Rosso fuoco e arancione ospitano limoni giallo oro, verdissimi fichi d’India, ciliegie rosso acceso; azzurro e bianco sono riservati alle maioliche di Caltagirone, immagini dell’Etna, rovine della Valle dei Templi.

Frigoriferi della collezione Sicily is my love

La serie di piccoli elettrodomestici Sicily is my love offre: macchina per il caffè americano, frullatore a immersione, tostapane a quattro scomparti, decorati con la riproduzione di un primo prototipo dipinto da artisti artigiani siciliani. Promessa per una prossima disponibilità, frullatore, macchina per il caffè espresso, impastatrice, estrattore di succo e tostapane a quattro fette.  [Giulia Bruno]

Macchina per il caffè americano della collezione Sicily is my love

 


Nuovo polo espositivo per il Made in Italy in Cina

L'accordo tra FLA Eventi e iADC, centro espositivo che aprirà a novembre 2018 a Shenzhen, rafforza la presenza di arredamento Made in Italy in Cina

Promozione dell'International Art Design Center al Salone del Mobile di Milano

Durante il Salone del Mobile 2018, è stata siglata un'importante partnership tra Federlegno Arredo Eventi e l’International Art Design Center (iADC) di Shenzhen, centro espositivo di oltre 1.5 milioni di metri quadrati che si presta a diventare punto di riferimento, una vetrina per il design e l’arredo italiano nella Cina meridionale.Questo spazio espositivo permetterà agli oltre 40 marchi di alta e media gamma, coinvolti nel progetto, di acquisire visibilità sul mercato cinese e contribuire a rafforzare la percezione del Made in Italy sul territorio.

International Art Design Center

 Un’impresa importante poiché la Cina rappresenta un mercato estremamente rilevante per l’arredamento italiano.La cooperazione tra FLA Eventi e iADC renderà possibile scambiare informazioni sull’andamento del settore arredamento, intensificare la comunicazione tra le aziende italiane e gli operatori cinesi e organizzare incontri tra delegazioni industriali e istituzionali. L’appuntamento è rinnovato a novembre 2018, mese in cui il centro espositivo di Shenzhen verrà inaugurato. [Text Annamaria Maffina]

 

 


Quando il bagno è good design

Daniel Debiasi e Federico Sandri raccontano i loro progetti per il bagno, realizzati da brand internazionali e accomunati da un raro equilibrio estetica/funzione

Daniel Debiasi e Federico Sandri, dell'omonimo studio con base a Bolzano e Verona

Dei vassoi rotondi su una struttura metallica scultorea che serve anche come porta asciugamano. Un gioco costante con curve e proporzioni precise conferisce agli oggetti una personalità inaspettata. È la linea Bivio, disegnata da Daniel Debiasi e Federico Sandri per Inbani: una famiglia di complementi per il bagno dalle forme semplici e familiari che si aggregano però in modo nuovo. Per lo stesso brand spagnolo i due progettisti, che collaborano con realtà internazionali dell'arredo come Lema, Ligne Roset, Normann Copenhagen, hanno ideato la serie Tray.

Disegno di Debiasi Sandri per la linea Bivio per Inbani

“Siamo partiti, per entrambi i progetti, dalla necessità di proporre alcuni complementi per un bagno freestanding. Tray è un sistema di tavolini in legno massello, molto materici, con una struttura metallica che rimane in secondo piano e presenta un traverso, vi si possono appendere asciugamani o altri accessori. Bivio, al contrario, è un progetto più etereo e scultoreo. All’interno di questo sistema, i piani in solid surface bianco sono supportati da un tubolare metallico che si snoda in modo da formare anche un porta asciugamani. In questo caso, abbiamo giocato molto con le proporzioni e con ‘quell’unica curva’ per riuscire a dare personalità a questi aggregati”.

Tavolini Tray, design Daniel Debiasi e Federico Sandri per Inbani

Dopo il successo di ViClean-L, collezione di bidet elettronici ispirati alla semplicità che si trova in natura, prodotti da Villeroy & Boch nel 2013, lo studio Debiasi Sandri ha sviluppato per il brand tedesco Squaro Infinity, collezione di piatti doccia premiata con l’IF Design Award 2016. Caratterizzata dall’assenza di bordo, la serie ha superficie liscia antiscivolo e leggermente inclinata verso lo scarico. Il dettaglio di quest’ultimo, dalle dimensioni generose e dal design raffinato, assieme alla sottile barra cromata aggiungono preziosità nella stanza da bagno e permettono facilità di accesso e pulizia. I piatti doccia, tagliabili su misura, consentono infinite soluzioni dimensionali tailor-made e sono disponibili in una selezione di colori neutri.

Dafne, vasca design Debiasi Sandri per Antoniolupi (Photo Camilla Santini)

Altro must have per il bagno è Dafne: la vasca compatta e confortevole prodotta da Antoniolupi, realizzata in solid surface. Qui il design di Daniel Debiasi e Federico Sandri si carica di una naturale bellezza che si avverte sia nel processo ideativo sia nella composizione finale. Il bacino della vasca, generato da linee curve e superfici soft, con il suo bordo sottile, si solleva su un lato per accogliere le spalle. L’insieme è il risultato di una geometria controllata che evoca tranquillità e relax per la persona. [Text Elviro Di Meo]

Per saperne di più, il servizio 'Design Onnivoro' di Elviro Di Meo è in DDB n. 86, pag.80.

Disegno di Debiasi Sandri per la vasca Dafne, realizzata da Antoniolupi

Biennale di Venezia 2018: Gran Bretagna

Menzione speciale alla Gran Bretagna per il coraggio di aver lasciato il padiglione vuoto e fruibile, sovrastato dalla terrazza con vista sulla Laguna

“Una proposta coraggiosa che utilizza il vuoto per creare uno 'spazio libero' destinato a eventi e appropriazioni informali” è stata questa la motivazione della Giuria internazionale della Biennale, attribuendo la menzione speciale alla Partecipazione Nazionale della Gran Bretagna.

'Island', Padiglione della Gran Bretagna, vista dall'alto [Drone Photo © British Council/Cultureshock Media]
Con il progetto 'Island', commissionato dal British Council (responsabile del padiglione britannico dal 1937) e curato dagli architetti Adam Caruso e Peter St John insieme all’artista Marcus Taylor il Padiglione britannico diventa un autentico FREESPACE.

'Island' Padiglione della Gran Bretagna, il retro (Photo © British Council, Cultureshock Media)

L’edificio, lasciato completamente vuoto all’interno, è avvolto esternamente da una grande impalcatura che sostiene una piattaforma rettangolare in legno a livello del tetto e utilizzata come terrazza panoramica dalla quale si può ammirare tutta l’area dei Giardini e della laguna. Un nuovo spazio pubblico concepito come una sorta di isola che lascia spazio all’immaginazione e alla creatività suggerendo libere interpretazioni su diversi temi come il cambiamento climatico, il colonialismo, la Brexit.

'Island', Padiglione della Gran Bretagna, Vista della terrazza panoramica [Photo © British Council/Hélène Binet]
I due spazi, interno e esterno, sono stati concepiti per ospitare, fino alla fine della Biennale (25 novembre 2018), un ricco programma di eventi d’architettura che comprendono talk, performances, spettacoli e proiezioni.

[Text: Arianna Callocchia]

Island, Padiglione della Gran Bretagna [Photo © British Council/Hélène Binet]

#Youngtalents: Patricia Adler

WILD AT HAT fondata da Patricia Adler è specializzata nella creazione di cappelli, realizzati con una libertà creativa originale, intesa come sfida

WILDATHAT_ThanksToArethaFranklinForRespect_by_Patricia_Adler

Fondato nel 2016 a Brema dall’artista di cappelli Patricia Adler, la firma WILD AT HAT è specializzata nella creazione di cappelli, realizzati con una libertà creativa originale, intesa come una sfida: l’importante – come dichiarato dalla stessa Patricia – è che il cappello si adatti alla testa e attraversi una porta, non importa come.

WILDATHAT_ThanksToDavidBowieForZiggiStardust_by_Patricia_Adler

Motivo per cui ogni cosa può essere un cappello, o trasformata come tale dalla originalità e bravura dell’artista. Operando in uno spazio a metà tra arte e moda, Patricia Adler utilizza un’ampia gamma di materiali, da quelli di modisteria classica, fino a quelli per la costruzione di imbarcazioni. La collezione CREATURES (foto, qui sotto) comprende lavori/scultura che rendono omaggio al pittore britannico Francis Bacon: i cappelli sono ispirati alle emozioni dei demoni e sono fatti con porcellana bianca di Limoges. Sono delicati e d’impatto, morbidi e spigolosi allo un tempo.

Collezione CREATURES

La collezione DRUMHATS TAKE II è un progetto di riuso creativo destinato agli appassionati di musica. I cappelli sono fatti con parti di tamburi sminuzzati, vecchi cappelli e rivestiti di pelle consunta degli anni ‘70, ‘80 e ‘90. Le sagome, il carattere delle superfici e la disposizione dei materiali – ogni cosa ha influenzato le opere. Foto: Urs Siedentop.[Annamaria Maffina]

www.wildathat.com

 


VIEW.S Zara: la moda si allea alle scuole di design

Lanciata a giugno 2018 la prima collezione speciale VIEW.S del brand Zara che così dà voce ai giovani talenti creativi internazionali.

Special Collection VIEW.S by Zara

Il progetto VIEW.S inizia con il Giappone esattamente dall’università Bunka Gakuen, s20cuola di design di Tokyo, situata nel cuore di Shinjuku, i cui programmi di studio ruotano attorno a tre parole chiave importanti: internazionalizzazione, creatività e innovazione.

Special Collection VIEW.S by Zara

La collezione, realizzata in stretta collaborazione con Zara Man, sarà disponibile sul sito www.zara.com. 15 in tutto i pezzi tra capispalla, camicie, pantaloni e t-shirt.

Special Collection VIEW.S by Zara

I finalisti, tra tutti gli studenti che hanno partecipato al progetto, sono Scott James Marsh, Margaux Gilbert, Viktoria-Helena Binger, Yunome Arashi, Kudo Yuya.  [Valentina Dalla Costa]

Special Collection VIEW.S by Zara

Casa per le vacanze a energia (quasi) zero

In Liguria la ristrutturazione di un rudere ha portato a una casa accogliente a fabbisogno energetico nullo: fresca d’estate e calda d’inverno  

Casa G a Moneglia in collina ha mantenuto i muri portanti in pietra locale

Immersa fra il verde argentato degli ulivi liguri, Casa G è un esempio di edificio basato sui principi della bioarchitettura. A Littorno, frazione di Moneglia, Liguria di Levante (Italia) Tiziana Monterisi Architetto firma il progetto di ristrutturazione di un rudere dell’Ottocento, trasformandolo in una casa di villeggiatura dal minimo impatto ambientale e costi ridottissimi di manutenzione.

Il living minimal di Casa G riprende i colori nella natura all'esterno

Paglia di riso, argilla, cocciopesto, legno trattato con oli naturali, pitture derivate da chimica vegetale, serramenti a triplo vetro e doppia camera: sono stati utilizzati per arrivare alle ottime performance energetiche di Casa G, in cui l’apporto solare passivo è sfruttato per il riscaldamento invernale.

Uno scorcio del passaggio dal primo al secondo piano di Casa G

Per gli interni l’architetto Monterisi ha riservato particolare cura ai colori, accostando il verde e l’arancione, chiaro richiamo alle tonalità degli ulivi e delle reti utilizzate per la raccolta delle olive.

La temperatura dell’abitazione è mantenuta fresca d’estate grazie all’ottima ventilazione naturale tipica del territorio collinare, l’umidità è regolata dagli intonaci interni realizzati in argilla e, se d’inverno fa troppo freddo, una piccola stufa a legna integra gli apporti solari passivi. [Text Giulia Bruno]

Camera da letto con serramenti speciali e doccia esterna