Il sommelier delle star, da Firenze a Obama

Filippo Bartolotta ha fondato una scuola di cucina e girato il mondo, guadagnandosi l'appellativo di sommelier delle star

Il suo metodo di degustazione lo ha portato a prendere il soprannome di sommelier delle star per aver fatto degustazioni con personaggi famosi come Dustin Hoffman, Emma Thompson, John Malkovich e molti altri. All’inizio del 2017, arriva la richiesta di essere il sommelier ufficiale della famiglia Obama per un evento di degustazione durante il loro viaggio in Italia, al fianco dello chef stellato Massimo Bottura. Filippo Bartolotta proviene da una famiglia di produttori di vino e, dopo aver girato il mondo, ha aperto anche 'MaMa Florence', una scuola di cucina a Firenze.

"Dopo tanti anni di esperienza nell’organizzazione di viaggi enogastronomici e nella vendita di migliaia di corsi di cucina ovunque in Italia - ci racconta - Vanessa Held, la mia socia ed io abbiamo sentito l’esigenza di creare un nostro luogo di accoglienza, in cui poter esprimere il nostro punto di vista ed offrire ai nostri ospiti un’esperienza gastronomica come piace a noi. Una cucina tutta fatta a mano da artigiani fiorentini, chef professionisti ma che amano anche insegnare e prodotti di altissima qualità durante i corsi".

Filippo Bartolotta si definisce anche un food taster. "Si tratta di un concetto ed una professione un po' underground -prosegue - molte persone che fanno questo spesso diventano buyers per gruppi di ristorazione importante, cene della grande distribuzione, ma anche piccole realtà. Io assaggio migliaia di vini l’anno e con questo tipo di allenamento si sviluppa un naso particolarmente ricettivo. Questo consente di capire ed intuire velocemente la qualità dei prodotti da usare come esempi nella mia scuola, per eventi o per fare formazione". [Text Cristina Provenzano].

Trovate l'articolo di approfondimento sulla rivista 'XTRA' n. 5, aprile 2018


Tre mostre su Carlo Scarpa e il vetro

Due mostre a Venezia e una a Londra celebrano il genio dell'architetto Carlo Scarpa applicato al vetro di Murano

È uno degli aspetti meno noti dell’attività di Carlo Scarpa, probabilmente considerata ‘arte minore’ rispetto all’architettura, ma non meno significativo. Si tratta dell’ampia produzione vetraria che il maestro ha realizzato durante la frequentazione e direzione artistica di due delle più importanti firme del vetro di Murano: Cappellin e Venini.

Carlo Scarpa: le forme della luce’, è in corso alla Repetto Gallery di Londra (fino al 26 ottobre 2018) a cura di Paolo Repetto e Marco Arosio.

Opera di Carlo Scarpa in mostra a Londra, Galleria Repetto

Il fratello, Gigi Scarpa, ricorda con quale entusiasmo, in quei primi anni Venti, alla Cappellin, Carlo parlava del favoloso vaso che nell’Annunciazione di Paolo Veronese, custodita alle Gallerie dell’Accademia, che agisce come fulcro e delicatissima decorazione. Voleva realizzare la stessa grazia, la stessa eleganza, la stessa trasparenza. 

‘La vetreria M.V.M. Cappellin e il giovane Carlo Scarpa 1925-1931’, a cura di Marino Barovier e Carla Sonego, Skira editore

La vetreria M.V.M. Cappellin e il giovane Carlo Scarpa 1925-1931’, curata da Marino Barovier e aperta al pubblico sull’Isola di San Giorgio Maggiore per Le Stanze del Vetro (fino al 6 gennaio 2019), è dedicata, invece, alla vetreria fondata da Giacomo Cappellin nel 1925. La mostra ripercorre per la prima volta la storia della vetreria nella sua complessità, mettendo in luce l’importanza e il ruolo avuto a Murano tra gli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta. Dal 1926 la fornace vide l’intervento di Scarpa, allora molto giovane, il quale riuscì ad assumere una certa autonomia nella progettazione dei modelli, che si distinsero soprattutto per il ricorrere di forme geometriche. Tale collaborazione continuò fino alla chiusura dell’azienda, fallita all’inizio del 1932.

Opera di Carlo Scarpa, alla mostra La Pelle del Vetro. Carlo Scarpa alla Venini 1936-1942, presso il negozio Olivetti di Venezia

La Pelle del Vetro. Carlo Scarpa alla Venini 1936-1942 (fino al 6 gennaio 2019) organizzata dal FAI-Fondo Ambiente Italiano presso il negozio Olivetti di Venezia è curata, ancora, da Marino Barovier, profondo conoscitore della storia del vetro muranese, e vuole sottolineare l’attenzione di Scarpa alla superficie degli oggetti e alla decorazione finale, dopo la fase conclusiva del raffreddamento, su quella che si può definire la pelle dei manufatti. I 15 pezzi esposti – vasi e coppe, tutti provenienti da collezioni private – ben illustrano la modalità di lavoro dell’architetto, che non si limitava a perfezionare la tradizione vetraria veneziana, ma ingegnosamente inventava nuovi metodi. Se, infatti, le forme degli oggetti (cilindri, coni, sfere) confermano la sua predilezione per la purezza delle linee geometriche, le loro superfici ne moltiplicano sfumature cromatiche e riflessi, grazie alla varietà dei trattamenti dall'azione dell’acido fluoridrico che corrode i vasi rendendoli scabri, all'utilizzo dell’opale, minerale che raffredda con tempi diversi da quelli del vetro, e che crea un effetto granulato e increspato, o un fine lavoro di molitura che produce piccoli grumi regolari.

Allestimento della mostra dedicata ai vetri di Carlo Scarpa all'Isola di San Giorgio (Venezia)

Le mostre veneziane sono state organizzate in occasione della seconda edizione di The Venice Glass Week, il festival internazionale dedicato all’arte vetraria, con particolare riguardo a quella muranese, che si è tenuta a Venezia, Murano e Mestre a settembre 2018. [Text Laura Galimberti]

L'articolo completo è sulla rivista Design Diffusion News, n. 242 settembre 2018

 

 

 

 


Copenhagen, all'Hotel Danmark lo stile è classico-contemporaneo

L'Hotel Danmark, della catena Brøchner, offre spazi accoglienti dal rooftop al corner degustazioni, tutto in stile classico-contemporaneo

Il bar nella lobby del nuovo hotel danese Danmark

La catena Brøchner Hotels è specializzata da sempre nella progettazione e realizzazione di strutture ricettive ad alto contenuto di design e l’Hotel Danmark non fa eccezione.

Di recente apertura, dispone di 89 camere, un rooftop dove sorseggiare cocktail mentre si ammira la vista sulla città, un’intima corte interna per le colazioni estive, una sala conferenze e un ristorante specializzato nel meglio della cucina danese.

Suite dell'hotel Danmark [Photo Alessio Guarino]Invidiabile anche la posizione, tra la City Hall Square e il National Museum, a pochi passi dai Giardini di Tivoli e dalla via dello shopping. Nella lobby c'è un sofisticato locale di degustazione; mentre le camere sono caratterizzate da un design essenziale con pareti chiare dall’effetto velluto e letti circondati da un semplice e aereo baldacchino. Divanetti, scrivanie e tavolini d’appoggio, dialogano con le lampade, disegnate su misura dalla svedese Rubn.

"Con l'Hotel Danmark abbiamo cercato di rivisitare la tradizione con caratteristiche del tutto nuove per il settore”, afferma Karim Nielsen, CEO di Brøchner Hotels. “Siamo dunque sicuri che la proposta riuscirà ad attrarre un pubblico di qualità sia a livello nazionale che a livello internazionale”. [Text: Paola Molteni]

Scorcio del 'lobby bar' dell'Hotel Danmark

 


Architect@work 2018 a Roma e poi a Milano

Architect@work evento internazionale di forte richiamo per professionisti e aziende si tiene a Roma (17 e 18 ottobre) e a Milano (14 e 15 novembre): il focus è sulla Luce

Torna anche quest’anno l’edizione italiana di ARCHITECT@WORK, con la sua formula originale e di grande successo creata appositamente per architetti, interior designer e progettisti. Sarà in Fiera Roma il 17 e 18 ottobre e al MiCo Milano Congressi il 14 e 15 novembre.

Oltre 250 aziende italiane e internazionali vi presenteranno le ultime novità di edilizia e architettura (serramenti, rivestimenti, finiture per interni, strutture e materiali tecnici, illuminazione, domotica, riscaldamento, sanitari, software)

Focus delle edizioni 2018, a Roma e Milano, sarà la Luce che, grazie alla consueta collaborazione con la rivista DDN (Design Diffusion World), e quest’anno anche con APIL (Associazione Professionisti Illuminazione) di FederlegnoArredo, sarà il filo conduttore della sezione culturale proposta dalla manifestazione.

La mostra Light Box-Scatola di Luce, curata da APIL, indagherà su ciò che sta alla base delle scelte progettuali illuminotecniche attraverso lo studio di materiali differenti e della loro interazione con la tecnologia elettronica.

Alcuni dei nomi più noti dell’architettura in Italia, come Adolfo Natalini e Massimo Iarussi, Carolina De Camillis e Riccardo Fibbi, Guendalina Salimei, Filippo Cannata, Giovanni Traverso e Paola Vighy, Piero Castiglioni, Patricia Viel e Marinella Patetta, Ico Migliore e Mara Servetto, daranno, invece, un contributo al tema illustrando i loro ultimi progetti illuminotecnici. Assistere ai seminari darà diritto a crediti formativi professionali per architetti e interior designer.

La terza edizione romana di Architect@work conferma la mission di fare incontrare operatori e aziende in un clima professionale e informale allo tempo, in una dimensione espositiva non dispersiva, che comprende area catering gratuita e Temporary Bookshop specializzato. Un appuntamento da non mancare per gli 'addetti ai lavori' che vogliono essere in continuo aggiornamento.

Gli incontri verranno moderati a Roma dall'architetto Arianna Callocchia e a Milano dall'architetto Elviro Di Meo, entrambi validissimi collaboratori di Design Diffusion World.

La lista degli espositori, il programma dettagliato dei seminari, dettagli sulla mostra e sulle gallerie fotografiche sono consultabili sul sito della manifestazione. L’accesso è gratuito per i professionisti, previa registrazione in loco oppure on-line con il codice 6110.

Il format di successo di Architect@work è nato anni fa a Kortrjik, in Belgio, e si tiene ora, nell'arco dell'anno, in 24 città che sono altrettante capitali del progetto e dello sviluppo della modernità.


Studio OFF ARCH, l'architettura che conquista i grandi della moda -

Un’architettura segnata dalla luce, dai gesti geometrici, che rompono le simmetrie e stupiscono con dettagli inaspettati

Abbiamo incontrato Fabio Ferrillo, architetto fondatore dello studio OFF ARCH. Definito  astro emergente dell’architettura, ha riportato in Italia, a Milano, quanto sperimentato e appreso negli anni vissuti a Parigi. La sua è un’architettura segnata dalla luce, dai gesti geometrici, che rompono le simmetrie e stupiscono con dettagli inaspettati. Tra i suoi ultimi lavori le collaborazioni con brand come Moschino e Chiara Ferragni Collection. [Valentina Dalla Costa]


#Youngtalents: Greece is for Lovers

Greece is for Lovers è uno studio con sede ad Atene, ai piedi dell’Acropoli, fondato nel 2005 da Thanos Karampatsos e Christina Kotsilelou

Thanos-Karampatsos, Christina-Kotsilelou

Due menti creative che condividono i medesimi canoni estetici e che insieme cercano di creare e diffondere una nuova idea di ‘grecità’ applicata al design contemporaneo di prodotto, in un sapiente mix di umorismo, ironia, provocazione e originalità

Gotmilk

Partendo da una nozione di Grecia del tutto stereotipata, i loro progetti esaminano attività quotidiane e modelli comportamentali del passato e del presente. Raccontano un Paese altro, esplorando campi considerati dai più proibiti, o semplicemente originali, recuperando valore estetico e ispirazione.

Lo skyline infuocato di Atene combinato all’idea del ‘do it yourself’ è il leitmotiv di una graziosa seduta-ciottolo che riprende i materiali e i colori delle tipiche casette greche.

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Questa l’ispirazione per ‘The Harder they Come’, collezione di sgabelli a tre gambe costituiti da una base di treppiede fatto di barre di acciaio rinforzato verniciato a polvere, mentre la seduta regolabile in altezza è costituita da ampi sassi di marmo.

www.greeceisforlovers.com

The Harder they Come’

 


Professione Reporter: workshop di Alessandro Cinque

S'ispira ai maestri della fotografia e cattura in immagini le realtà umane d'oggi: Leica Ambassador da seguire al prossimo workshop

Dal progetto Perù - Valle Sagrado, 2017; la valle sacra degli Incas

Alessandro Cinque è un giovane fotografo fiorentino che attraverso la fotografia di reportage ha modificato il suo approccio con il mondo, approfondendo e dando voce a minoranze che altrimenti non avrebbero avuto modo di raccontarsi. Grazie agli insegnamenti del padre fotografo, iniziò a scattare a 16 anni e a 20 aprì il primo Studio. Il 24 e 25 novembre 2018 terrà presso il Leica Store Milano ), il workshop 'Le basi del Reportage' organizzato da Leica Camera Italia.

Nel 2017, Incipit - il suo primo libro fotografico -  accompagnato da una al Leica Store di Firenze sottopose all’attenzione del pubblico i principi-guida della fotografia di Alessandro, che evidenzia quegli elementi che nella natura umana rimangono costanti nonostante l’incedere del tempo e le trasformazioni dei contesti nelle differenti aree del mondo.

Dal progetto Cuba – Ninõs de Cuba, 2017

Oggi Alessandro - fondatore insieme al socio Nicola Santini dello Studio Fotografico Firenze - è ambassador del brand Leica nel mondo, collabora con numerose ONG e molti suoi lavori sono pubblicati da importanti testate nazionali e internazionali. Organizza workshop e viaggi fotografici per chi  desidera apprendere i cardini della fotografia di reportage e tiene  lecture e speech ai più noti eventi legati alla fotografia in Italia.

Dal progetto Iran – 7.3 magnitude earthquake 2017-2018, la ricostruzione dopo il terremoto nella provincia di Kermanshah

Cinque si ispira ai grandi maestri del fotogiornalismo alla loro  armonia compositiva e all’attenzione per il dettaglio. L’indagine sulla natura umana e il profondo legame che ogni comunità crea con l’ambiente che ha attorno lo guidano lungo due filoni paralleli: da un lato il reportage puro, classico volto ad originare immagini senza tempo; dall’altro lato il reportage foto-giornalistico, per il quale le storie raccontate devono attirare l’attenzione e spiegare, nel poco tempo a disposizione, l’accaduto ed il suo perché.

Dal progetto Italia – Cannabis Light 2018, la new Canapa Economy

Alessandro ha ottenuto riconoscimenti e menzioni (Award of Excellence 'POYi – Pictures Of the Year International', 3° Bronze; 'Mifa Award, 1° Gold Winner; 'FIOF Italy – International Photo Award', finalista; 'Festival Fotografia Etica di Lodi 2017, Honorable Mention, Monochrome Award) e sta preparando un nuovo progetto fotografico dedicato al Perù e al forte impatto che, nell’area della Sacred Valley, le industrie minerarie stanno avendo sull’ambiente e sulle popolazioni.

[Text Chiara Sgreccia – Photo Alessandro Cinque]


A Londra, l'eco-padiglione in tulipier americano

Al London Design Festival 2018, MultiPly (in tulipier lamellare americano) è una costruzione a impatto ambientale zero

MultiPly è un padiglione verde, nel senso che il suo impatto ambientale è pari a zero, ed è stato realizzato in tulipier americano CLT, con giunti fabbricati digitalmente. Per poterlo ammirare dovete andare al Victoria&Albert Museum entro il 1° ottobre 2018, nel Salcker Courtyard del museo, durante i giorni del London Design Festival.

L’installazione, nata dalla collaborazione tra Waugh Thistleton Architects, American Hardwood Export Council (AHEC) e ARUP, è formata da una serie labirintica di cubi interconnessi che si sovrappongono e si intrecciano, e illustra come la costruzione modulare a strati incrociati in legno di latifoglie americane possa essere una valida soluzione all'attuale crisi immobiliare, sia economica che ambientale.

Di giorno i visitatori possono divertirsi a salirne le scale, attraversare i corridoi e affacciarsi agli spazi aperti per i suoi 9 metri di altezza, sperimentando così la piacevolezza di una struttura in materiale naturale, senza cemento e acciaio.

L'architetto Andrew Waugh, co-fondatore di Waugh Thistleton Architects

"L'ambizione principale di questo progetto è quella di discutere pubblicamente su come affrontare le sfide ambientali attraverso una costruzione innovativa e accessibile" - afferma Andrew Waugh, co-fondatore di Waugh Thistleton Architects - "Siamo a un punto di crisi sia in termini di abitazioni che di emissioni di CO2 e crediamo che costruire con un materiale versatile e sostenibile, come il tulipier, sia il modo più importante per affrontare questi problemi".

Il totale del legno di tulipier che compone i 43 m3 di MultiPly viene sostituito in cinque minuti con una crescita naturale nella foresta americana. 

In più, la struttura è realizzata con i primi pannelli in legno lamellare (CLT) prodotti nel Regno Unito. Il tulipier utilizzato invece proviene dagli Stati Uniti orientali, dove la superficie delle foreste di legno di latifoglia si espande, al minuto, quanto un campo da calcio, e supera già i 110 milioni di ettari, equivalenti all'area combinata di Francia e Spagna.


Questo rende il materiale sostenibile e rispettoso dell'ambiente, soprattutto perché è uno dei legni di latifoglia americani più abbondanti, che rappresenta il 7,7% del volume totale delle foreste di latifoglie americane. Ogni anno, anche dopo la raccolta, il volume del tulipier nella foresta statunitense cresce di 19 milioni di m3, l'equivalente di oltre 19 piscine olimpiche al giorno. [Text Valentina Dalla Costa]


Scavolini conquista Italia e USA con lo showcooking

Scavolini con '100per100 Italian Kitchen' a New York, Boston e Chicago si conferma brand ambassador del Made in Italy ed è presente a Cersaie 2018

Scavolini Soho Store a New York

Dopo il grande successo riscosso in Italia con oltre 125 tappe nei principali punti vendita monomarca, Scavolini ha conquistato anche gli Stati Uniti con il progetto ‘100per100 Italian Kitchen’, tour di showcooking organizzato con Netaddiction e I Love Italian Food, che ha riunito appassionati di design e buona cucina all’interno degli store di New York, Boston e Chicago.

“Abbiamo pensato ad un progetto di engagement che potesse coinvolgere i nostri stakeholder più importanti. Da un lato i rivenditori che ospiteranno gli eventi entro gli Scavolini Store, ai quali abbiamo offerto un momento di incontro con i potenziali clienti, dall'altro i consumatori, ai quali diamo un'occasione gustosa per conoscere più da vicino i punti vendita e la nostra offerta - spiega Fabiana Scavolini, AD dell'Azienda - "Senza dimenticare la community online dei food blogger che continuiamo ad ingaggiare con questa iniziativa". 

Mia by Carlo Cracco, la nuova cucina di Scavolini presentata a Eurocucina 2018

Il progetto, che ha sancito il profondo legame di Scavolini con gli States e confermato il suo ruolo di brand ambassador dello stile e del Made in Italy, è il frutto di una strategia di successo basata sul continuo potenziamento della propria presenza internazionale e sullo sviluppo di prodotti studiati secondo i gusti e le esigenze dei consumatori dei diversi Paesi.

Da oggi e fino al 28 settembre Scavolini è anche presente a Bologna al Cersaie 2018 (Hall 29 Stand B46 – C47), dopo il successo dello scorso anno, l'azienda presenta non solo le novità di Scavolini Bagno ma anche quelle per la Cucina e il Living[LG]


In Cile, da container marittimi a house units

Protagonista il legno nelle house units realizzate da Premium Box e protette esternamente con vernici Hydrocrom di Milesi

Operazioni di recupero nell'architettura e nell'edilizia se ne fanno, ma raramente raggiungono il livello estetico delle house units progettate dall'architetto Pedro Saldoval Rivera, per l'azienda cilena Premium Box: a partire da container marittimi dismessi ha ottenuto abitazioni modulari minimali ed accoglienti.
L'insieme di 'refugios' nella natura si trova in un'area verde vicino alla città di Melipilla, funzionano da buen retiro tra comfort, avanguardia e natura circostante, sono infattirivestiti in legno sia all'interno sia all'esterno.
Per proteggere il legno dagli agenti esterni e preservarne la naturale bellezza è stata utilizzata la linea di vernici all'acqua per esterni Hydrocrom di Milesi, marchio del gruppo internazionale IVM e leader nelle vernici per il legno.
La scelta della finitura opaca XGC6058 permette di preservare l'aspetto originale del legno, rallentando la fotodegradazione e la deformazione, garantendo la durata nel tempo. Inoltre protegge dalla polvere grazie a speciali cere che consentono una maggiore facilità di pulizia e manutenzione.
Le materie prime di qualità nella formulazione delle vernici della linea Hydrocrom di Milesi, danno come risultato una speciale resistenza all'assorbimento dell'acqua e facilitano, allo stesso tempo, la fuoriuscita di vapore acqueo dal legno, evitando l'accumulo di umidità.
L' architettura si rivolge sempre più al legno e le vernici Milesi sono partner specifici e ideali per favorire con efficienza questo orientamento del mondo del progetto. [LB]