#Youngtalents: Greece is for Lovers

Greece is for Lovers è uno studio con sede ad Atene, ai piedi dell’Acropoli, fondato nel 2005 da Thanos Karampatsos e Christina Kotsilelou

Thanos-Karampatsos, Christina-Kotsilelou

Due menti creative che condividono i medesimi canoni estetici e che insieme cercano di creare e diffondere una nuova idea di ‘grecità’ applicata al design contemporaneo di prodotto, in un sapiente mix di umorismo, ironia, provocazione e originalità

Gotmilk

Partendo da una nozione di Grecia del tutto stereotipata, i loro progetti esaminano attività quotidiane e modelli comportamentali del passato e del presente. Raccontano un Paese altro, esplorando campi considerati dai più proibiti, o semplicemente originali, recuperando valore estetico e ispirazione.

Lo skyline infuocato di Atene combinato all’idea del ‘do it yourself’ è il leitmotiv di una graziosa seduta-ciottolo che riprende i materiali e i colori delle tipiche casette greche.

{%CAPTION%}

Questa l’ispirazione per ‘The Harder they Come’, collezione di sgabelli a tre gambe costituiti da una base di treppiede fatto di barre di acciaio rinforzato verniciato a polvere, mentre la seduta regolabile in altezza è costituita da ampi sassi di marmo.

www.greeceisforlovers.com

The Harder they Come’

 


Professione Reporter: workshop di Alessandro Cinque

S'ispira ai maestri della fotografia e cattura in immagini le realtà umane d'oggi: Leica Ambassador da seguire al prossimo workshop

Dal progetto Perù - Valle Sagrado, 2017; la valle sacra degli Incas

Alessandro Cinque è un giovane fotografo fiorentino che attraverso la fotografia di reportage ha modificato il suo approccio con il mondo, approfondendo e dando voce a minoranze che altrimenti non avrebbero avuto modo di raccontarsi. Grazie agli insegnamenti del padre fotografo, iniziò a scattare a 16 anni e a 20 aprì il primo Studio. Il 24 e 25 novembre 2018 terrà presso il Leica Store Milano ), il workshop 'Le basi del Reportage' organizzato da Leica Camera Italia.

Nel 2017, Incipit - il suo primo libro fotografico -  accompagnato da una al Leica Store di Firenze sottopose all’attenzione del pubblico i principi-guida della fotografia di Alessandro, che evidenzia quegli elementi che nella natura umana rimangono costanti nonostante l’incedere del tempo e le trasformazioni dei contesti nelle differenti aree del mondo.

Dal progetto Cuba – Ninõs de Cuba, 2017

Oggi Alessandro - fondatore insieme al socio Nicola Santini dello Studio Fotografico Firenze - è ambassador del brand Leica nel mondo, collabora con numerose ONG e molti suoi lavori sono pubblicati da importanti testate nazionali e internazionali. Organizza workshop e viaggi fotografici per chi  desidera apprendere i cardini della fotografia di reportage e tiene  lecture e speech ai più noti eventi legati alla fotografia in Italia.

Dal progetto Iran – 7.3 magnitude earthquake 2017-2018, la ricostruzione dopo il terremoto nella provincia di Kermanshah

Cinque si ispira ai grandi maestri del fotogiornalismo alla loro  armonia compositiva e all’attenzione per il dettaglio. L’indagine sulla natura umana e il profondo legame che ogni comunità crea con l’ambiente che ha attorno lo guidano lungo due filoni paralleli: da un lato il reportage puro, classico volto ad originare immagini senza tempo; dall’altro lato il reportage foto-giornalistico, per il quale le storie raccontate devono attirare l’attenzione e spiegare, nel poco tempo a disposizione, l’accaduto ed il suo perché.

Dal progetto Italia – Cannabis Light 2018, la new Canapa Economy

Alessandro ha ottenuto riconoscimenti e menzioni (Award of Excellence 'POYi – Pictures Of the Year International', 3° Bronze; 'Mifa Award, 1° Gold Winner; 'FIOF Italy – International Photo Award', finalista; 'Festival Fotografia Etica di Lodi 2017, Honorable Mention, Monochrome Award) e sta preparando un nuovo progetto fotografico dedicato al Perù e al forte impatto che, nell’area della Sacred Valley, le industrie minerarie stanno avendo sull’ambiente e sulle popolazioni.

[Text Chiara Sgreccia – Photo Alessandro Cinque]


A Londra, l'eco-padiglione in tulipier americano

Al London Design Festival 2018, MultiPly (in tulipier lamellare americano) è una costruzione a impatto ambientale zero

MultiPly è un padiglione verde, nel senso che il suo impatto ambientale è pari a zero, ed è stato realizzato in tulipier americano CLT, con giunti fabbricati digitalmente. Per poterlo ammirare dovete andare al Victoria&Albert Museum entro il 1° ottobre 2018, nel Salcker Courtyard del museo, durante i giorni del London Design Festival.

L’installazione, nata dalla collaborazione tra Waugh Thistleton Architects, American Hardwood Export Council (AHEC) e ARUP, è formata da una serie labirintica di cubi interconnessi che si sovrappongono e si intrecciano, e illustra come la costruzione modulare a strati incrociati in legno di latifoglie americane possa essere una valida soluzione all'attuale crisi immobiliare, sia economica che ambientale.

Di giorno i visitatori possono divertirsi a salirne le scale, attraversare i corridoi e affacciarsi agli spazi aperti per i suoi 9 metri di altezza, sperimentando così la piacevolezza di una struttura in materiale naturale, senza cemento e acciaio.

L'architetto Andrew Waugh, co-fondatore di Waugh Thistleton Architects

"L'ambizione principale di questo progetto è quella di discutere pubblicamente su come affrontare le sfide ambientali attraverso una costruzione innovativa e accessibile" - afferma Andrew Waugh, co-fondatore di Waugh Thistleton Architects - "Siamo a un punto di crisi sia in termini di abitazioni che di emissioni di CO2 e crediamo che costruire con un materiale versatile e sostenibile, come il tulipier, sia il modo più importante per affrontare questi problemi".

Il totale del legno di tulipier che compone i 43 m3 di MultiPly viene sostituito in cinque minuti con una crescita naturale nella foresta americana. 

In più, la struttura è realizzata con i primi pannelli in legno lamellare (CLT) prodotti nel Regno Unito. Il tulipier utilizzato invece proviene dagli Stati Uniti orientali, dove la superficie delle foreste di legno di latifoglia si espande, al minuto, quanto un campo da calcio, e supera già i 110 milioni di ettari, equivalenti all'area combinata di Francia e Spagna.


Questo rende il materiale sostenibile e rispettoso dell'ambiente, soprattutto perché è uno dei legni di latifoglia americani più abbondanti, che rappresenta il 7,7% del volume totale delle foreste di latifoglie americane. Ogni anno, anche dopo la raccolta, il volume del tulipier nella foresta statunitense cresce di 19 milioni di m3, l'equivalente di oltre 19 piscine olimpiche al giorno. [Text Valentina Dalla Costa]


Scavolini conquista Italia e USA con lo showcooking

Scavolini con '100per100 Italian Kitchen' a New York, Boston e Chicago si conferma brand ambassador del Made in Italy ed è presente a Cersaie 2018

Scavolini Soho Store a New York

Dopo il grande successo riscosso in Italia con oltre 125 tappe nei principali punti vendita monomarca, Scavolini ha conquistato anche gli Stati Uniti con il progetto ‘100per100 Italian Kitchen’, tour di showcooking organizzato con Netaddiction e I Love Italian Food, che ha riunito appassionati di design e buona cucina all’interno degli store di New York, Boston e Chicago.

“Abbiamo pensato ad un progetto di engagement che potesse coinvolgere i nostri stakeholder più importanti. Da un lato i rivenditori che ospiteranno gli eventi entro gli Scavolini Store, ai quali abbiamo offerto un momento di incontro con i potenziali clienti, dall'altro i consumatori, ai quali diamo un'occasione gustosa per conoscere più da vicino i punti vendita e la nostra offerta - spiega Fabiana Scavolini, AD dell'Azienda - "Senza dimenticare la community online dei food blogger che continuiamo ad ingaggiare con questa iniziativa". 

Mia by Carlo Cracco, la nuova cucina di Scavolini presentata a Eurocucina 2018

Il progetto, che ha sancito il profondo legame di Scavolini con gli States e confermato il suo ruolo di brand ambassador dello stile e del Made in Italy, è il frutto di una strategia di successo basata sul continuo potenziamento della propria presenza internazionale e sullo sviluppo di prodotti studiati secondo i gusti e le esigenze dei consumatori dei diversi Paesi.

Da oggi e fino al 28 settembre Scavolini è anche presente a Bologna al Cersaie 2018 (Hall 29 Stand B46 – C47), dopo il successo dello scorso anno, l'azienda presenta non solo le novità di Scavolini Bagno ma anche quelle per la Cucina e il Living[LG]


In Cile, da container marittimi a house units

Protagonista il legno nelle house units realizzate da Premium Box e protette esternamente con vernici Hydrocrom di Milesi

Operazioni di recupero nell'architettura e nell'edilizia se ne fanno, ma raramente raggiungono il livello estetico delle house units progettate dall'architetto Pedro Saldoval Rivera, per l'azienda cilena Premium Box: a partire da container marittimi dismessi ha ottenuto abitazioni modulari minimali ed accoglienti.
L'insieme di 'refugios' nella natura si trova in un'area verde vicino alla città di Melipilla, funzionano da buen retiro tra comfort, avanguardia e natura circostante, sono infattirivestiti in legno sia all'interno sia all'esterno.
Per proteggere il legno dagli agenti esterni e preservarne la naturale bellezza è stata utilizzata la linea di vernici all'acqua per esterni Hydrocrom di Milesi, marchio del gruppo internazionale IVM e leader nelle vernici per il legno.
La scelta della finitura opaca XGC6058 permette di preservare l'aspetto originale del legno, rallentando la fotodegradazione e la deformazione, garantendo la durata nel tempo. Inoltre protegge dalla polvere grazie a speciali cere che consentono una maggiore facilità di pulizia e manutenzione.
Le materie prime di qualità nella formulazione delle vernici della linea Hydrocrom di Milesi, danno come risultato una speciale resistenza all'assorbimento dell'acqua e facilitano, allo stesso tempo, la fuoriuscita di vapore acqueo dal legno, evitando l'accumulo di umidità.
L' architettura si rivolge sempre più al legno e le vernici Milesi sono partner specifici e ideali per favorire con efficienza questo orientamento del mondo del progetto. [LB]

Un 2018 di successi per Linea Light Group

Un 2018 speciale, dalla Menzione d’Onore al Compasso d’Oro per la lampada Diphy al progetto illuminotecnico per il Lussemburgo alla Biennale di Venezia

Il 2018 si conferma un anno di successi per l’azienda trevigiana di soluzioni illuminotecniche Linea Light Group, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo per i suoi progetti innovativi.

Conquistata la giuria internazionale della XXV edizione del Compasso d’Oro, si è aggiudicata la Menzione d’Onore per la lampada Diphy. Progettata da Mirco Crosatto di Linea Light Group, ispirato dalla Diphylleia grayi, il ‘fiore di cristallo’ che si trova in zone boschive umide e fredde del Giappone e della Cina, i cui petali bianchi diventano trasparenti come il cristallo al contatto con l’acqua, Diphy unisce funzionalità e design.

Una sottilissima barra di alluminio verniciato bianco ospita la sorgente LED, una luce pulita riempie il diffusore in PMMA che la distribuisce nel piano sottostante.

Pensata in due varianti, la lampada Diphy è disponibile sia come sospensione, con foglie appese che sembrano cadere sospinte da una brezza leggera, sia come piantana ad arco, grande e luminosa, per connotare ambienti residenziali e non

Ma il coronamento di un anno indimenticabile, arriva con la partecipazione a la Biennale di Venezia 2018, che vede Linea Light Group collaborare con il padiglione del Lussemburgo.

All’interno di uno spazio espositivo unico, l’Arsenale, la giovane Université du Luxembourg ha condotto un’indagine sociale sulla privatizzazione dei terreni pubblici e di come la riappropriazione del suolo comune è la dimensione necessaria all’umana sostenibilità.

Sono 13 le opere, o per meglio dire modelli, che rappresentano un possibile futuro etico dell’architettura. Per l’occasione il progetto illuminotecnico messo a punto da Linea Light Group ‘accarezza’ il padiglione in tre diverse aree: corridoio, barchessa e installazioni.

E grazie ad un accurato lavoro, ogni opera vive in modo a sé stante, grazie a una luce puntuale donata da molteplici faretti IRIS-T, gestiti sempre da driver DALI, con ottica e luminanza personalizzate in base all’architettura. [Giuseppe D’Orsi]


Menswear d'autore dal lanificio storico con l'atelier trendy

Menswear che nasce dai tessuti del Lanificio Fratelli Cerruti dal 1881 e dai giovani talenti di Atelier Sanvenero: tradizione e avanguardia insieme

Abiti Sanvenero con Lanificio Cerruti

Con chiara visione delle necessità che il menswear oggi richiede, lo storico Lanificio Fratelli Cerruti dal 1881 *  progetta tessuti ideali per seguire il ritmo della vita contemporanea. Atelier Sanvenero, oggi diretto da una nuova generazione di giovani talenti, ne realizza abiti e giacche urbane da viaggiatore instancabile.

Tessitura di pregio, Lanificio Fratelli Cerruti dal 1881

Le proposte vanno dai capi lussuosi (compresi quelli in alpaca e vicuna), da cerimonia e feste, ai ‘su misura’, alle proposte performanti anti-goccia e anti-macchia, morbidi nella vestibilità e perfetti sulla silhouette. In nuove colorazioni e disegni tridimensionali oppure ‘quasi uniti’, unici nel loro genere.

Abiti Sanvenero con Lanificio Cerruti

Oltre al negozio a Savona, a Milano in corso di Porta Romana 6
a, è stata inaugurata ‘Sanvenero Living Room’ con il servizio completo di sartoria, senza alcun tipo di limitazione o modifica per ogni dettaglio di design e fattura, in consulenza con Lanificio Fratelli Cerruti dal 1881 che scopre questi giovani talenti del menswear.

[Text Giorgia De Sanctis - Photo courtesy of Lanificio Cerruti dal 1881 e Atelier Sanvenero]

Stoffe e bozzetti nell'atelier Sanvenero

NEWS

Il Lanificio Fratelli Cerruti dal 1881 di recente è passato per l'80% delle quote al fondo norvegese Njord Partners, specializzato in questo genere di acquisizioni in Gran Bretagna, Francia, Olanda, Svizzera e Australia. Per il restante 20% le quote restano alla famiglia Cerruti, attiva in azienda.


Cappe minimal e super efficienti

Virgola No-Drop e Gruppo Incasso Eion®, nuove cappe di Falmec, sono 'invisibili' e hi-tech, con funzioni anti-condensa e di depurazione dell'aria

Cappa Gruppo Incasso Eion® di Falmec

Non è finita la stagione delle maxi cappe d'arredo, ma c'è sempre stato chi preferisce soluzioni lineari e minimal che si integrino nell'arredo della cucina. Anzi Falmec ne sostiene il grande ritorno, lanciando a settembre 2018 le due novità da incasso Gruppo Incasso Eion® e Virgola No-Drop. L'azienda trevigiana si rivolge al pubblico che apprezza l'estetica less is more e contemporaneamente pretende le massime prestazioni tecnologiche.

La cappa Gruppo Incasso Eion® si avvale della tecnologia brevettata Eion® System: purifica l'aria grazie alla ionizzazione bipolare controllata che riduce cattivi odori e sostanze come batteri, virus, muffe e acari. Gli ioni atmosferici inoltre procura una sensazione di maggior benessere psicofisico. Come tutte le cappe Falmec dotate di questo sistema, Gruppo Incasso Eion® dispone di un sensore che rileva costantemente la presenza di agenti inquinanti, mostrando la qualità dell'aria su un display a forma di foglia che cambia colore (da giallo a verde), indicando il raggiungimento del livello di aria purificata.

Cappa Virgola No-Drop di Falmec

La cappa Virgola No-Drop risolve efficacemente lo sgradevole fenomeno del gocciolamento dei liquidi di condensa, che aumenta se si utilizza un piano a induzione. La tecnologia No- Drop System, brevettata da Falmec, elimina il problema grazie a una batteria di filtri metallici a lame incrociate progettati per far condensare i vapori che vengono raccolti in un collettore. I filtri sono inoltre trattati in superficie con un rivestimento che evita la formazione di gocce di condensa, i vapori della cottura sono invece polverizzati e distribuiti in modo uniforme sulla superficie e poi aspirati.

Disponibile nelle larghezze cm 60, 90 e 120 Virgola No-Drop ha un motore molto valido, pulsantiera elettronica e illuminazione LED dinamica, per la regolazione del tono di colore della luce. [LB]

 

 

 

 

 


Salone del Mobile.Milano Moscow

Dal 10 al 13 ottobre il 'modello Milano' del Salone del Mobile torna a Mosca per la quattordicesima volta

Per la 14a edizione (10 - 13 ottobre 2018, presso Crocus Expo-2) il Salone del Mobile.Milano (con il Salone Satellite) torna a Mosca con un nuovo nome: Salone del Mobile.Milano Moscow. Si consolidano il processo di internazionalizzazione intrapreso e la volontà di presidiare un mercato importante, l’impegno è quello di trasferire l'esperienza e la capacità innovativa di Milano e del suo Salone in una capitale come Mosca, portando a Crocus Expo-2 le proposte del settore arredo-casa presentate lo scorso aprile al Salone del Mobile.Milano, vetrina di ciò che sarà tendenza, di nuovi talenti e luogo dove si consolidano posizioni e strategie.

Saranno oltre 250 le aziende italiane presenti nei padiglioni 7 e 8 con l’importante intento di collocarsi sul mercato russo e su quello dei Paesi delle ex Repubbliche sovietiche sempre più interessato al prodotto di qualità, dal pezzo classico a quello di design e al luxury. Il Salone milanese-moscovita è onnicomprensivo come merceologie tra mobili e complementi, cucina, illuminazione, ufficio, arredobagno e tessili.

Un appuntamento importante per il Made in Italy dato che la Russia mantiene una notevole rilevanza strategica: nel 2017 l’Italia continua ad essere il secondo fornitore di arredamento del mercato russo. Sono attesi 30 mila visitatori e ICE www.ice.it (Agenzia per la Promozione all'estero e l'Internazionalizzazione delle imprese italiane) porterà alla manifestazione una delegazione di 140 operatori tra buyer, distributori, architetti e interior designer dalla Federazione Russa, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Kazakhstan e Uzbekistan.

Le Master Classes del 2018 saranno moderate da Olga Kosyreva e tenute da Ferruccio Laviani, Fabio Novembre e Mario Bellini.

 


Al via oggi Milano Moda Donna P/E 2019 -

Nel video ‘Be Ready’, ecco come una top model si prepara ad affrontare la Settimana della Moda Primavera-Estate 2019 con le sue 165 collezioni

‘La modella ucraina Nastya Timos nel fashion movie ‘Be Ready for Milano Moda Donna’

L’edizione Primavera-Estate 2019 di Milano Moda Donna si tiene dal 18 al 24 settembre 2018 e prevede 60 sfilate, 80 presentazioni e oltre 40 eventi in calendario, per un totale di 165 collezioni presenti. Per la prima volta sfilano i brand, Agnona, Fila, A.F Vandervost, ACT N.1, Ultràchic e Chika Kisada.

Collezione inedita quella di Tiziano Guardini, vincitore del premio “Franca Sozzani GCC Award for Best Emerging Designer” al Green Carpet Fashion Awards Italia 2017, accanto a felici rientri come Byblos, Iceberg e Philipp Plein.

Presso il Fashion Hub di Milano Moda Donna, fra i giovani talenti sostenuti da Camera della Moda, i 12 finalisti dell’International Woolmark Prize 2018/19, progetto creato da The Woolmark Company sulla bellezza e la versatilità della fibra naturale lana Merino.

La Fashion Week coinvolgerà l’intera la città di Milano anche attraverso le installazioni del progetto ‘Milano XL’ nei centri nevralgici del percorso della moda.

‘Be Ready for Milano Moda Donna’

Alcuni eventi potranno essere seguiti durante l’intera settimana live su milanomodadonna.it con streaming sfilate, video e fotogallery; attraverso l’App di CNMI e sui profili social Instagram, Facebook, Twitter, oppure sul maxischermo in Corso Vittorio Emanuele all’angolo con piazza San Babila.

UN FASHION MOVIE DIETRO LE QUINTE

La casa di produzione milanese The Blink Fish edita un fashion film per la Camera Nazionale della Moda Italiana creato come celebrazione della Settimana della Moda Milanese settembre 2018.

Il trailer ‘Be Ready for Milano Moda Donna’, diretto da Giacomo Boeri e Matteo Grimaldi, prodotto da Antonio Guarrella, ha come protagonista la modella ucraina Nastya Timos seguita nel suo allenamento per prepararsi all’evento, fra fitness, prova vestiti e selfie di verifica.

Gli abiti e gli accessori sul set sono di Arthur Arbesser, Gabriele Colangelo, GCDS, Giannico, Lucio Vanotti, Marco de Vincenzo, Paula Cademartori, Sara Battaglia, Stella Jean e Vivetta. [Text Barbara Tassara]