Progetto Stone Island: sportswear urbano di Carlo Rivetti

Carlo Rivetti è un capostipite dello sportswear urbano, sempre alla ricerca di novità tech, la sua ultima apertura è uno 'shop experiences' a LA

Carlo Rivetti è il fondatore morale e fattivo che diede nome a quel segmento sempre in crescita chiamato ‘sportswear’ urbano. Il team di designer variegato, multiculturale e talentuoso di Stone Island è ‘allenato’ da Rivetti, da sempre sensibile e veloce nella sperimentazione di volumi, trattamenti e finiture, propone ogni stagione edizioni speciali dal design tecnologico e moderno.

Ritratto di Carlo Rivetti proprietario di Stone Island

Il marchio Stone Island, di proprietà di Sportswear Company, è un laboratorio di indagine, costante e senza frontiere, sulla trasformazione e la nobilitazione di fibre e tessuti mai utilizzati prima dall’industria dell’abbigliamento, come quelli rifrangenti o termosensibili, le tecnologie dell’aeronautica militare, feltri in Kevlar e poliestere.

Collezione Stone Island 2018

Rivetti ha creato inoltre delle edizioni limitate chiamate ‘Prototype Research Series’, veri e propri pezzi sperimentali, fra i quali giacconi reversibili leggerissimi realizzati con Dyed Dyneema, la fibra più robusta e resistente al mondo allo strappo, alla foratura, all’abrasione e all’acqua, in una gamma di 50 colori metallici cangianti.

Negozio esperienziale di Stone Island a Los Angeles

Disponibili, insieme alla collezione di stagione, sul sito di Stone Island e nei negozi, compreso l’ultimo store nato a Los Angeles, all’incrocio tra N.la Brea e 1st Street, costruito come shop-experiences emozionale, progetto di Marc Buhre, designer industriale di Heidelberg che ha collaborato con tutto il team Stone Island. [Text Barbara Tassara]

Interno del negozio esperienziale di Stone Island a Los Angeles
Headquarters Stone Island a Milano

Nendo propone dettagli sensoriali in cucina

Lo studio giapponese Nendo presenta 'Air Lids' linea di coperchi ermetici da cucina in DAI-EL (materiale Daikin) dalle qualità sensoriali al tatto

Nel design la straordinarietà di Nendo sta nell'unire la semplicità formale, l'utilizzo di materiali innovativi e poesia/piacere nell'uso degli oggetti che propone.

I tre aspetti convergono nella collezione 'Air Lids' di coperchi ermetici da tavola e cucina: essenziali e bianco/trasparenti utilizzano un materiale esclusivo della multinazionale giapponese Daikin Industries Ltd, DAI-EL che tecnicamente è un fluoroelastomero, una 'gomma' dalle alte prestazioni. Tra gli effetti tattili straordinari suggeriti da Nendo c'è la sensazione di 'toccare l'aria'.

Linea Air Lids, coperchi ermetici design Nendo

Quindi gesti quotidiani come prendere un pizzico di sale o versare un liquido si arricchiscono di una nuova e piacevolissima esperienza.

Nendo, partendo dallo studio del fluoroelastomero e delle sue proprietà tattili, ha realizzato la collezione di piccoli oggetti da cucina con tappo, cercando di rievocare la sensazione astratta dell'aria. Ogni coperchio corrisponde a un particolare movimento delle mani: prendere, premere, pizzicare, tirare e spingere.

La collezione Air Lids è stata presentata a Milano al Fuorisalone 2018, alla mostra 'Nendo: forms of movement', in collaborazione con Daikin, presso Superstudio Art Point.

Daikin Industries Ltd produce in esclusiva fluoroelastomero, materiale ottenuto dalle stesse sostanze utilizzate nei suoi sistemi di condizionamento, ma comunemente usato anche nel mondo dell'automotive (in realtà, anche Apple l'ha utilizzato per il suo Apple Watch Sport).

DAI-EL ben reagisce a contatto con il calore e l'olio, e resiste al contatto con gli acidi. Inoltre è in grado di prevenire cambiamenti di colore e forma delle sostanze con le quali interagisce. Morbido e soffice come la seta, sotto i polpastrelli sembra un soffio d'aria. [Text Valentina Dalla Costa - Photo Akihiro Yoshida]


Maison&Objet: tutti a Parigi a caccia di tendenze

Tra poco apre Maison&Objet 09/2018 a tema ecologista 'Virtuous'. Ecco un mini-vademecum per andare a colpo sicuro in fiera e alla Parigi Design Week

Il tema di M&0 settembre 2018 è 'Virtuous' cioè sostenibilità al 100%

A Parigi  dal 7 all'11 settembre 2018 l'appuntamento con le ultime tendenze per arredare e decorare gli interni è a  Maison&Objet (in fiera e alla design week della capitale francese). L'agenzia NellyRodi  (basata a Parigi, New York e Tokio) di trend scouting ha individuato la linea guida di questa edizione che sta nell'aggettivo 'Virtuous' cioè etica eco-sostenibile dalla progettazione, alla produzione fino all'uso di ogni manufatto. Detta così viene da chiedersi cosa ci sia di nuovo? C'è la pressante richiesta dei consumatori finali di applicare questa linea, quindi non si tratta di calare dall'alto una tendenza come un'altra, ma di rispondere alle esigenze del pubblico che è evoluto.

Il senso del tema è riassunto e illustrato nella pubblicazione 'Trend Mook Virtuous' (euro 40) acquistabile in fiera oppure online sul sito, come strumento di lavoro e ispirazione. Il termine Mook nasce da Magazine+Book, si sa i francesi adorano crasi e abbreviazioni. Dal sito e gratuitamente si scarica anche la App-guida all'esposizione; attraverso la piattaforma MOM si possono anche fissare visite e appuntamenti con gli espositori che maggiormente interessano. Per non disperdersi e mirare al business.

La mappa di M&O 9/18 al quartiere fiera Paris Nord Villepinte rinnovata per facilitare i percorsi dei visitatori

LA NUOVA MAPPA SEMPLIFICATA DI M&O
La sezione 'casa' si suddivide in:

  • Craft: mestieri d'arte (Hall 6): artigiani eccellenti che si ispirano alla tradizione come alla modernità, un know-how spendibile dal pezzo unico alla piccola serie.
  • Unique & Eclectic (Hall 5A e Hall 6): spazio di incrocio delle influenze creative del mondo.
  • Today (Hall 6): stili di vita contemporanei sotto l'impulso di designer iconici e emergenti.
  • Forever (Hall 7 e Hall 8): luxury brand e home fashion, rivisitazioni dello stile classico all'insegna dell'eleganza senza tempo per la casa.

La sezione 'oggetti' si suddivide in:

  • Cook and Share (Hall 1 e Hall 2): tutto ciò che è trendy per la tavola e la cucina.
  • Smart Gift (Hall 2 e Hall 3) soluzioni regalo di good design.
  • Kids and Family (Hall 3) dai giocattoli agli arredi e decorazioni, tutto a misura di bimbi.
  • Fashion Accessories (Hall 4) Borse, gioielli e dettagli moda in sintonia con gli interni.
  • Home Accessories (Hall 4, Hall 5A, Hall 5B): le novità per dare personalità agli ambienti.
  • Home Fragrances (Hall profumazioni e candele per la casa.
  • Home Linen (Hall 5A): biancheria per la casa di alto livello

Tornando al tema 'Virtuous' (esplorabile visivamente all'entrata della Hall 5A), l'invito non si limita all'utilizzo di materiali naturali ma si estende al ricorso a tecniche da non definire più solo 'etniche' dal punto di vista esteriore, ma da integrare nella modernità sostenibile. Nonché di rivalutare la manifattura d'eccellenza europea, cioè un savoir faire secolare che ha per tradizione le tecniche 'pulite' del bello&utile e nel quale Francia e Italia eccellono.

Cuscino Plaisir della collezione Jour de Fête di Maison Popineau

Notoriamente il Salone parigino per la casa è complementare a quelli di Milano e Colonia, in quanto integra casa e oggetti e aggiunge la tipica tendenza generale francese per il décor degli interni e per essere sulla cresta dell'onda per le novità estetiche.

Inconfondibile ispirazione francese al Pad. 6, M&O settembre 2018

Designer of the year di M&O settembre '18 è Ramy Fischler, ex studente di ENSCI-Les Ateliers in Paris, con la passione di non ripetersi mai in ciò che progetta. I suoi lavori per gli interni sono fortemente influenzati dal cinema, ama arredare abitazioni private, ristoranti e lounge con mobili disegnati da lui stesso. Crea anche 'oggetti ibridi' che dimostrano la sua capacità di sconfinare in settori diversi.

Ramy Fischler, Designer of the Year, Maison&Objet settembre 2018

INTANTO IN CENTRO CITTA': DESIGN E CREATIVITA'

La design week parigina esplode insieme a M&O dal 6 al 15/9 2018 tra store internazionali e boutiques

Imperdibile anche la Paris Design Week: si può anche anticipare l'arrivo o ritardare la partenza per godersela non stravolti dalla fiera, dura infatti dal 6 al 15 settembre 2018. Lungo diversi percorsi, oltre 200 punti vi partecipano: dalle showroom agli atelier, dalle boutiques alle gallerie e le istituzioni culturali. La mostra in città dedicata ai giovani talenti 'Le Off', quest'anno si sposta al Ground Control Paris, in Rue du Charolais vicino alla Gare de Lyon, in una sede d'arte temporanea delle ferrovie francesi SNCF. [LB]

Il prossimo appuntamento con Maison&Objet sarà dal 18 al 22 gennaio 2019. 

 


In Cina appena aperto il secondo Muji Hotel

Centralissimo a Pechino ha aperto un Muji Hotel: 42 camere e la possibilità per i clienti di fare shopping di tutto ciò che rende confortevole il loro soggiorno

La vista dal centralissimo nuovo Muji Hotel a Pechino

Dopo l’apertura del primo Muji Hotel (https://hotel.muji.com/en/) a Shenzen, l'inverno scorso, la multinazionale Muji, produttrice di arredamento e abbigliamento giapponese, ha aperto ad agosto 2018 il secondo albergo Muji a Pechino, con vista su piazza Tienanmen! Si annuncia già la terza struttura per l'ospitalità di Muji, sarà a Ginza, elegante quartiere di Tokio, e aprirà nella primavera 2019. Sempre all’insegna del minimal e dell’estetica ‘no logo’, pensata per garantire comfort di qualità ed eleganza semplice, senza fronzoli.

Muji Hotel a Pechino

I materiali utilizzati sono stati selezionati per garantire una buona dormita e sono, ovviamente, tutti naturali: lino, cotone, pietra naturale. Gli ospiti possono scegliere tra sei differenti tipologie di stanza, e ritrovare in ogni angolo oggetti in vendita all’interno degli store Muji.

Il Muji Hotel di Pechino offre 6 diverse tipologie di camera

 

La location è centralissima, infatti le camere godono di una meravigliosa vista su piazza Tienanmen, e conserva l’atmosfera della cultura tipica della corte cinese del tempo. Sempre nelle vicinanze, si trovano alcuni parchi e stradine dove i locali si districano tra antichi negozi di tè e venditori ambulanti. [Text Valentina Dalla Costa]

Lo store interno al Muji Hotel di Pechino
Oltre che di ristorante, il Muji Hotel di Pechino dispone di bar e parking

 


Scrigno: cessione a fondo private equity e nuovo AD

Il Gruppo Scrigno ha ceduto il capitale azionario a Clessidra Capital Partners 3 e ha scelto Maddalena Marchesini come AD e DG

Scrigno Lab polo per esposizione, formazione ed eventi presso la sede di Sant'Arcangelo di Romagna

Il nome 'Scrigno' nel linguaggio comune è passato a indicare le porte scorrevoli a scomparsa, un destino riservato solo a idee imprenditoriali straordinarie come quella della famiglia Berardi che, quasi 30 anni fa, con i controtelai inseriti nelle pareti ha rinnovato prima gli interni degli italiani e poi nel mondo.

A giugno 2018 si è aperta una nuova era per il Gruppo Scrigno con la cessione della totalità del capitale azionario al fondo di private equity Clessidra Capital Partners 3 e con la nomina di Maddalena Marchesini come Amministratore Delegato e Direttore Generale.

Maddalena Marchesini neo amministratore delegato e direttore generale di Scrigno

Maddalena Marchesini, prima di assumere la guida del Gruppo Scrigno, ha avuto gli stessi ruoli di AD e DG in Assa Abloy Italia, leader mondiale nei sistemi di apertura porte. Prima ancora ha ricoperto incarichi nei settori arredamento d'ufficio e automazione industriale.

Scrigno, punto di riferimento a livello internazionale nella produzione e commercializzazione di controtelai per porte e finestre scorrevoli a scomparsa, grazie alla forza del marchio e alla qualità del prodotto nel 2017 ha raggiunto un fatturato di 68 milioni di euro circa; vanta infatti una presenza in oltre 30 Paesi con filiali commerciali in Italia, Francia, Spagna e Repubblica Ceca

Le recenti novità fanno prospettare per il Gruppo un ulteriore forte sviluppo, Maddalena Marchesini dichiara di volersi muovere in linea con l'imprinting Berardi e punta ad aumentare ancora di più l'espansione internazionale e forte del supporto finanziario di Clessidra prevede ulteriori acquisizioni, come quella già di recente effettuata dell'azienda Master, specializzata nella produzione di porte blindate.  [Text Lucia Bocchi]

Essential Trial, un esempio dell'eccellenza estetica e costruttiva raggiunta da Scrigno

 

 


Man de Milan: mobili e tessuti ispirati a Milano

Il designer Domenico Orefice per i pezzi d'alto artigianato della sua linea Man de Milan attinge dalle architetture '900 e dall'immaginario dei milanesi

Tessuti Man de Milan con le facciate stilizzate dei più noti palazzi razionalisti di Milano

C’è l’essenza della Milano più autentica nel progetto Man de Milan ideato dal designer Domenico Orefice. Una collezione di complementi d'arredo e tessuti, realizzata in collaborazione con artigiani milanesi e lombardi, che esplora i materiali, la storia e le icone dell'identità della città. La collezione era esposta anche al Salone Satellite, durante il Salone del Mobile.Milano 2018

Domenico Orefice creatore di Man de Milan [Photo Paolo Belletti]

Non a caso Man de Milan è nata alla fornace Curti, un luogo antico del capoluogo lombardo, basti pensare che la famiglia Sforza commissionò al nobile Giosuè Curti fregi, formelle e mattoni in argilla rossa destinati all’ospedale Maggiore (Ca’ Granda), progettato da Filarete. Oggi la sede è in periferia e gli spazi della fornace sono occupati da artigiani e artisti che, in sinergia con tornitori e scultori, danno vita a una fucina creativa unica, quasi sospesa nel tempo. Qui, Orefice crea la sua linea di oggetti trasversali a tutti gli ambienti di casa, per raccontare i modelli visivi e i mestieri che hanno plasmato la sua dinamica metropoli.

Partendo dalla tradizionale lavorazione dell’argilla nella fornace, Domenico Orefice ha disegnato Curti: collezione di piastrelle romboidali, che si presta a comporre un intero paesaggio urbano, essendo composta da nove elementi, in creta rossa decorata, che riprendono gli archetipi dell’architettura - porta, finestra e colonna - e da due piastrelle in tinta unita.

Piastrelle Curti Man de Milan, per libere composizioni architettoniche

Con la falegnameria digitale D3 Wood di Lecco (che utilizza legno a km zero) Domenico Orefice ha invece progettato il mobile Ringhiera, in massello di Rovere e ferro tagliato al laser. Il punto di partenza di questo progetto è stato la rilettura delle tipiche case meneghine di ringhiera, con cortile, caratterizzate dal ballatoio in comune e parapetto in ferro battuto per accedere agli appartamenti. La ringhiera stilizzata, utilizzata sia come maniglia sia come ripiano portaoggetti, è ora il carattere distintivo di un elegante mobile con anta.

Contenitori Ringhiera di Man de Milan con decori funzionali ispirati alle vecchie case cittadine

La rivisitazione del mood tipico di Milano si percepisce anche nel tappeto Nebbia, nel pattern del tessuto si visualizza quanto sia cambiata la presenza della foschia in città negli ultimi decenni. In senso verticale, infatti, sono rappresentati gli autunni e gli inverni dal 1973 al 2017 ed è evidente la radicale riduzione d'intensità nel tempo. Guardando nell’altro verso il disegno, la nebbia diviene più evanescente, e questo grazie a cotone e viscosa di cui è fatto il tappeto.

Il tappeto Nebbia di Man de Milan riflette il cambiamento climatico degli ultimi decenni a Milano

L’altra collezione Man de Milan (v. la prima foto) ha origine da alcuni degli edifici più conosciuti e amati dai milanesi: Dezza, Ca’ Brutta e Sant’Ambrogio danno il nome alle stampe digitali su stoffa nate dalla matita del giovane progettista. Orefice rende merito all’architettura di Giovanni Muzio, Gio Ponti e Luigi Caccia Dominioni, trasformando le facciate degli edifici in composizioni che decorano tessuti usati come asciugamani o, addirittura, per rivestire arredi e grandi superfici. [Text Elviro Di Meo – Photo D+O Studio]

Lavorazione di un pezzo della linea Man de Milan

Collezione super grafica: Ikko Tanaka/ Issey Miyake

Energetico mix nippon-occidentale la III serie della collezione dello stilista Issey Miyake ispirata al grande grafico Ikko Tanaka

I lavori e i colori di Ikko Tanaka, noto grafico che ha saputo fondere il design occidentale al senso estetico giapponese comune, sono al centro della terza serie della collezione Ikko Tanaka Issey Miyake (www.isseymiyake.com/ikkotanaka), progetto nato nel 2016 come espressione del rispetto dello stilista nei confronti di Tanaka e come segno di gratitudine per le molteplici ispirazioni.

L’obiettivo era creare capi vibranti ed energetici che accrescessero il fascino dei lavori del grafico quando indossati in versione tridimensionale. Per questo sono state selezionate tre serie di Ikko Tanaka: Gradation, Work: Q e Rope.

Gradiation (1972) impiega come soggetto un singolo simbolo hiragana o una lettera dell’alfabeto, collegati a forme geometriche come cerchi e quadrati. Al centro della serie Work: Q, sempre del 1972, c’è la lettera Q e il movimento di questa sullo schermo. Le corde sono, invece, il soggetto della serie Rope (1974-1979), che Ikko Tanaka ha utilizzato in molte delle sue opere grafiche e che rappresentano un’icona del suo lavoro. [Text Laura Galimberti - Photo Francis Giacobetti]

Nelle foto i capi della collezione Ikko Tanaka Issey Miyake


Nuovo Ceo e piano di sviluppo per Doimo CityLine

Diego Stefanato, neo amministratore delegato del brand veneto Doimo CityLine delle camere kids e teenager, dà il via al piano triennale di sviluppo

Diego Stefanato, Ceo Doimo CityLine

Già in azienda dal 2012, prima come consulente e poi come Direttore Generale, Diego Stefanato è stato nominato alla guida di Doimo Cityline.

Il marchio di riferimento dei sistemi componibili per camerette nell'ultimo triennio è stato più che positivo: il 2017 si è chiuso con un fatturato di 22 milioni di euro, una crescita del +50% sul 2014.

La sede di Doimo CityLine a Mosnigo (Treviso, Italy)

Diego Stefanato punta ad andare oltre fino al raddoppio del giro d'affari, con l'obbiettivo di arrivare nel 2021 a 40 milioni di euro di fatturato. Come? Con la customizzazione, la riqualificazione della distribuzione e l'avvio del progetto fabbrica 4.0 per il quale sono stati stanziati 3 milioni di euro.

Sono previsti anche 9 nuovi ruoli di management e l'allargamento della base dei dipendenti. Per quanto riguarda i prodotti, già entro il 2018 si annunciano il relooking delle linee 'notte' e 'giorno' e 10 camerette inedite. Le composizioni salvaspazio permetteranno di dialogare con la clientela sempre più attenta alla progettazione su misura. Uno degli asset strategici è anche l'attenzione di Doimo CityLine per il benessere del bambino l’utilizzo di materiali salubri e sicuri. [LB]


Maestro, la tecnologia che digitalizza le stufe

Il sistema Maestro aggiunge alle stufe MCZ la gestione da remoto, la diagnostica a distanza e l’ottimizzazione del calore in ogni punto della casa

Nel settore stufe e camini, MCZ è un brand che più di tutti ha puntato  sull’innovazione, lanciando una lunga serie di brevetti e tecnologie innovative.  La mission aziendale? Rendere più facile la vita all’utilizzatore finale,  ottimizzando le performance del prodotto per una combustione sempre più pulita ed efficiente

Ultimo traguardo raggiunto è Maestro, innovativa tecnologia che permette alla stufa di esprimere il suo massimo potenziale, con un utilizzo ancora più facile e intuitivo.  

Stufa MCZ

Un vero e proprio micro-computer integrato dialoga con lo smartphone. Grazie all’intuitiva App (messa a disposizione da MCZ), si può gestire l’attivazione(o disattivazione) della stufa anche a distanza, magari mentre si torna a casa dopo una giornata di lavoro. Tutto è sotto controllo, partendo dalla temperatura ideale fino alla regolazione della fiamma. In questo modo non si dovrà più rinunciare al piacere di trovare al rientro, un ambiente caldo e accogliente anche nelle giornate più fredde, evitando di lasciare inutilmente il riscaldamento acceso. Oltre alla App si possono avere pannello digitale e telecomando.

Sistema di diffusione intelligente del calore

Se non bastassero il grande risparmio sui consumi e una combustione che genera meno cenere e lascia pulito il vetro, Maestro conquista con un’altra sorprendete funzionalità. Grazie ad una sonda wifi con connessione automatica, da posizionare in qualsiasi stanza della casa, la stufa smart si regolerà per raggiungere la temperatura che desiderate proprio in quel punto.

[Giuseppe D’Orsi]


OSSERVATORIO - Cantiere Galli Design

A Roma Cantiere Galli Design dà spazio a talenti creativi e realtà artigianali del territorio, a cominciare da ceramiche e luminarie d'artista tra memoria e sperimentazione

Ceramiche decorate di Coralla Maiuri presso Cantiere Galli Design, Roma

Cantiere Galli Design  ha inaugurato il progetto 'Osservatorio' per dare voce e spazio ai designer emergenti di Roma. La rassegna culturale, ideata insieme a Domitilla Dardi, prevede tre diversi appuntamenti durante l’arco del 2018 in cui talentuosi progettisti sono chiamati a realizzare, all’interno degli spazi di Cantiere (via Antonio Pacinotti 63. zona gazometro) un’installazione site-specific che mostri al pubblico la filosofia e i concetti racchiusi dentro il loro operato. Osservatorio intende offrire uno sguardo propositivo e ravvicinato della cultura del progetto nella città di Roma e nei suoi dintorni, mescolando storia e memoria con innovazione e sperimentazione.

Ceramiche decorate di Coralla Maiuri presso Cantiere Galli Design, Roma

'Lasciare tracce', il primo appuntamento della rassegna, vede come protagoniste le affascinanti ceramiche di Coralla Maiuri  e le scenografiche luminarie di Sabina Belfiore Lucovich.

Luminaria di Sabina Belfiore Lucovich presso Cantiere Galli Design, Roma

Una tavola rettangolare apparecchiata con le ceramiche e i servizi di Coralla Maiuri arricchisce il corridoio centrale di Cantiere Galli Design; le sue collezioni ispirate all’arte rinascimentale e barocca, alla maestria dell’artigianato italiano e caratterizzate da forte sensibilità, trasformano piatti, ciotole, tazze, vasi, sculture e giare in piccoli universi unici ed irripetibili.

Luminaria di Sabina Belfiore Lucovich presso Cantiere Galli Design, Roma

Il corridoio sinistro, invece, ospita le evocative luminarie di Sabina Belfiore Lucovich, uno studio espressivo sulla luce in cui forme minimali, eteree, ipnotiche e silenziose, realizzate a mano con puro rame e micro LED, riportano alla mente le luci delle feste popolari nei paesi del Meridione.

[Text Chiara Sgreccia - Photo Silvana Spera]