DDN 256

Restiamo a casa

Si fa di necessità, virtù. Il nostro numero di aprile, abitualmente dedicato al Salone del Mobile e a Milano, attualizza i temi in lavorazione, offrendovi due ampi reportage da Stoccolma e Paesi Scandinavi e dal Canada, giovani designer di entrambe le Nazioni e un ampio Italian Living, con ottime soluzioni abitative e arredative tutte italiane. Il materiale reperito, in remoto, ciascuno dalla propria postazione isolata, ha un sapore diverso: da un lato, il lavoro continuativo scandisce la giornata in un’apparente e confortante normalità, dall’altro la mancanza di contatti e confronti ravvicinati colloca il lavoro stesso in un clima di attesa. Molteplici anzi infinite le testimonianze di vita e lavoro in quarantena… Tra le tante ne scelgo una: una ragazza diciassettenne, dopo aver descritto la propria vita confinata in casa, scrive… “ Non so bene come concludere, perché qui di concluso non c’è ancora nulla. Ormai ci siamo abituati tutti a questa nuova routine e posso solo ammirare come in un modo o nell’altro noi umani troviamo sempre una soluzione, giusta o sbagliata che sia. Fondamentali davvero qui sono il personale sanitario, la protezione civile e i volontari che si prestano al soccorso e all’aiuto dei cittadini, quindi mi sento solo di dire che mi auguro che in futuro essi ricevano i dovuti riconoscimenti, perché stanno svolgendo un lavoro enorme. S pero davvero che tutto si risolva al piu presto. Sarà molto difficile rinunciare alle lezioni in pigiama, ma per ritornare alla libertà che avevamo prima rinuncerei anche a quello. Parlare di libertà forse sembra eccessivo, ma non avere la possibilità di viaggiare o uscire con i propri cari a piacimento ti fa sentire in una gabbia. È una gabbia molto comoda, quasi invisibile, perché la casa è sempre un luogo sicuro e confortevole, ma è chiusa a chiave lo stesso” .
Buona lettura
Rosa Maria Rinaldi