DDN 266

Il numero di maggio di DDN è sempre stato dedicato agli USA. Abbiamo deciso di mantenere la nostra consuetudine, nonostante l’edizione della fiera ICFF a New York sia prevista al momento in versione digitale, per tornare in presenza nel mese di novembre. Andiamo oltre, tuttavia, e ci estendiamo fino all’America Latina, di cui i fratelli Campana, designer e artisti illuminati, sono esimi rappresentanti. Proprio loro, che raccontano la storia e filosofia nella rubrica Carte Blanche, ci aprono la strada a una rassegna di progetti polifunzionali, sociali e di interni tra Manhattan, Harlem, Las Vegas, San Paolo. Insieme al Nord America e al Brasile, visitiamo anche il Messico grazie ai nuovi talenti che mostrano una diversità tale da arricchire lo scenario delle aspettative future. Con il nostro partner IFI, abbiamo invece invitato la solida comunità nordamericana dei progettisti a mostrarci le nuove frontiere dello smart working e degli spazi commerciali e residenziali, rivisti in chiave attuale. La virtual gallery di questo numero dedicata all’outdoor, la rubrica sull’abitare il mare e sul vivere tipicamente italiano ci portano, infine, ad assaporare la bellezza dello stare a contatto con la natura, non solo nei momenti di relax ma anche in quelli lavorativi. Un posto d’onore nel numero va a Lina Bo Bardi, italiana vissuta in Brasile, a cui verrà assegnato il Leone d’oro alla memoria durante la prossima Biennale di Venezia. Architetto nella sua migliore accezione, riprendendo le parole del curatore della mostra Hashin Sarkis, che con i suoi progetti ha saputo unire persone diverse e creare una visione collettiva dell’architettura. Un saluto e ringraziamento speciale va a Rosa Maria Rinaldi, che ha diretto con competenza ed eleganza DDN fino al numero scorso. É stata parte fondamentale della storia della rivista e monito per la nostra redazione e per tutta l’editoria di settore.