DDN 270

L’Esposizione Universale, ospitata per la prima volta in Medio Oriente, è stata inaugurata il mese scorso a Dubai. Abbiamo trovato il tema ‘Connecting Minds and Creating the Future’ molto ambizioso, oltre che entusiasmante; per questo ne abbiamo ricercato la sostanza, con grandi aspettative, in ogni padiglione che abbiamo visitato. I sottotemi scelti – sostenibilità, mobilità e opportunità – hanno permesso la divisione dei 438 ettari distribuiti tra Dubai e Abu Dhabi in tre distretti, mentre cuore dell’Expo è stato il centro di aggregazione Al Wasl, che significa in arabo, appunto, ‘connessione’. Progresso e prosperità è quello che ci aspettavamo da questo evento, perché… insomma, parliamo di Dubai! Passeggiando tra le architetture dei 192 Paesi partecipanti, tra tecnologia avanzata, vistosità, prestanza o bellezza, però, ci è capitato spesso di non comprenderne esattamente i contenuti, a volte ridondanti e presentati in modo confuso, oppure non strettamente legati al tema principale. Ci siamo quindi fermati e ne abbiamo seguito il flusso guidati dal tema generale. E tutto improvvisamente è tornato. Perché il segreto sta proprio lì, nella connessione, appunto, che non ha a che fare necessariamente con la tecnologia e l’innovazione, ma con l’umanità. Dove c’è umanità i padiglioni vincono. E dove c’è umanità, c’è sempre speranza per un futuro migliore.