DHD 57

ALLA RICERCA DEL PAESAGGIO

Dalle riproduzioni del paesaggio sulle carte da parati o sui tendaggi, come avveniva un tempo, si è passati, in casa o nei luoghi pubblici, alla visione del paesaggio vero o almeno ricostruito concettualmente, composto da vegetazione e possibilmente da specchi d’acqua. Questi impianti scenografici, se ben progettati, diventano l’attrazione visiva e mentale più intensa dell’ambiente, valorizzando il concetto di natura e il contatto fisico con i suoi elementi.

Negli spazi collettivi, alberghi, centri benessere si fa uso, sempre più frequentemente, di scenografie basate sulla vegetazione naturale, esibita in varie forme: orizzontale, verticale tappezzante e sospesa a cascata, il tutto con la finalità di modificare le nostre visioni abituali entrando in stati d’animo diversi, più rilassanti e piacevoli.

Nella progettazione architettonica, l’apporto della natura circostante diventa un plusvalore da sfruttare intelligentemente, integrandolo fisicamente e visivamente, catturando tutte le prospettive più emozionanti.

DHD offre in questo numero alcune realizzazioni molto indicative sul tema dell’integrazione architettura paesaggio.

Franco Mirenzi