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POLI CULTURALI

La cultura globalizzata richiede strutture architettoniche, talvolta monumentali, per affermare la propria presenza nei luoghi, anche in quelli un tempo impensabili, costituendo delle vere e proprie “fabbriche” del sapere. L’espansione e l’intreccio delle culture diventa quasi capillare, coinvolgendo grandi numeri di persone interessate al passato e al presente dell’arte, della storia e delle scienze in generale: dai padiglioni sull’acqua del Louvre, progettati da Jean Nouvel ad Abu Dhabi, al centro archeologico di Lescaux e all’Arquipélago Contemporary Arts Centre, in Portogallo, oltre alla nuova

Facoltà di Medicina a São José dos Campos, tutti i progetti, concepiti con modalità differenti e realizzati in luoghi diversi, esprimono una sorprendente forza concettuale e architettonica: i contenitori celebrano il contenuto e, insieme rendono la materia di studio colma di interesse e di piacere. La diffusione dei poli culturali, stimola molte altre attività che fanno da supporto e rendono possibile l’esistenza di musei, università, teatri e biblioteche, sviluppando un’economia settoriale apprezzabile, di cui non può fare a meno qualsiasi istituzione culturale, pubblica o privata.

Franco Mirenzi