OFARCH 148

MODULI ABITATIVI

Qual è il modo di abitare che si adatta meglio all’uomo contemporaneo?

Sicuramente non c’è un solo modo: le differenze sono legate ai luoghi, alle possibilità economiche e culturali e soprattutto ai condizionamenti dell’industria immobiliare che promuove formule abitative costruite dal marketing. I moduli abitativi si possono considerare come volumi minimi, che composti tra di loro possono formare a loro volta volumi di diverse grandezze, che rappresentano altrettante soluzioni abitative. La conferma arriva dalle parole di Le Corbusier / Modulor 1: “l’applicazione sistematica delle misure armoniche del ‘Modulor’ crea uno stato di aggregazione unitaria che si può qualificare di texturique. In effetti, qualsiasi lato all’esterno, i volumi dei locali all’interno, le superfici dei pavimenti e dei soffitti, quelle dei muri, l’influenza così decisiva delle sezioni in tutti i luoghi dell’edificio sono rigidamente regolati dalla coerenza delle misure e tutti gli aspetti e, di conseguenza, tutte le sensazioni si trovano armonizzate fra loro. Così facendo, ci si sente molto vicini alle opere della natura che procedono dal di dentro al di fuori unendo nelle tre dimensioni tutte le diversità, tutte le intenzioni diventate perfettamente armoniose (armoniche fra di loro)”. In questo numero esaminiamo alcuni esempi di architetture che, con modalità progettuali diverse, risolvono alcuni problemi dell’abitare.

Franco Mirenzi