OFARCH 159

“L’ho pensato come una forma di spazializzazione della democrazia […], come un tempio in cui tutte le attività sono lecite” con queste parole João Batista Vilanova Artigas descriveva il progetto per la Facoltà di architettura di San Paolo, il suo edificio più celebre. Invitati a curare, in qualità di guest editor, il n. 159 di Ofarch dedicato all’architettura per la conoscenza, abbiamo deciso di iniziare la rassegna con un edificio manifesto che, oltre ad essere uno straordinario esempio di architettura modernista, rappresenta una dichiarazione politica chiara e inequivocabile su quello che dovrebbe essere l’architettura per la conoscenza, ma più in generale l’architettura pubblica: un spazio aperto e democratico, in grado di promuovere gli ideali di uguaglianza, progresso e giustizia sociale. Entrando infatti nella Facoltà di Architettura di San Paolo, si rimane spiazzati dalla mancanza di una vera frontiera: non ci sono porte, non esiste un limite fisico tra interno ed esterno; lo spazio esterno della città entra idealmente all’interno dell’edificio senza soluzione di continuità. Arrivati poi nel grande spazio centrale, si apre la straordinaria piazza coperta della Salão Caramelo, cuore simbolico attorno al quale si affacciano tutti gli altri ambienti. In questa moderna agorà, spazio collettivo per eccellenza, gli ideali di libertà, condivisione, apertura e inclusione si concretizzano nell’invenzione strutturale del grande tetto sospeso che abbraccia e protegge lo spazio comune. Pensare oggi a una architettura per la conoscenza non può prescindere da una riflessione su questi temi ideali che sostanziano qualunque scelta sulla forma costruita.
Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori (Labics)