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EDITORIALE

Esistono personaggi emblematici di un’epoca o di un genere, oppure di un ambiente. Lo stesso vale per gli oggetti. Oggetti che sono e rimarranno nella storia. Alcuni di questi sono intramontabili nella loro forma originale, altri si reinventano, facendo tesoro del passato ma proiettandosi nel futuro. Questi oggetti sono le cosiddette icone, che vivranno sempre. Pensiamo alla lampada Arco disegnata dai fratelli Castiglioni per Flos negli anni ‘60: un ‘classico’ tra i più famosi, venduti e imitati nella storia del design. Per essere un oggetto icona devi essere geniale, e Arco lo è, basti pensare che, come un lampadario, arriva a illuminare esattamente il punto che si desidera senza fare buchi sul soffitto ma comodamente spostando la sua base, nonostante questa sia di marmo e pesi più o meno 65 kg, grazie a un foro all’interno al quale incastrare ‘a mò di manico di scopa’ un bastone. Iconici sono anche gli abiti e gli accessori di Fendi, Prada, Gucci, Giorgio Armani e Dolce & Gabbana, il fior fiore della moda italiana, che abbiamo voluto celebrare nelle nostre pagine con l’oggetto senza tempo che ormai è diventata la borsa. Rivista in vari colori, materiali e dimensioni, oltrepassa il concetto di stagionalità e viene indossata come un gioiello. Un sogno che continua a vivere ed è destinato a non morire è la monoposto Ferrari Monza SP1 che ha vinto per la terza volta il concorso Premio Compasso d’Oro ADI per il design industriale. Solo i top client del Cavallino possono però trasformare il sogno in realtà: l’acquisto è possibile infatti solo su chiamata del brand a circa 500 super clienti. Racchiudono l’essenza e ‘i sussurri di infiniti segreti’ degli idoli senza tempo della nostra storia, tra cui magistrati, papi, attrici, attivisti, musicisti, le opere mosaico di Maurizio Galimberti. Senza fine è anche la bellezza della Toscana interpretata dalle fotografie di un altro artista, Massimo Sestini. Terra del Rinascimento, questa regione che continua a nutrire gli animi da secoli e secoli, viene raccontata in maniera insolita, con immagini scattate a 2000 piedi di altezza. Per la nostra copertina abbiamo scelto sempre un’opera d’arte fotografica tratta dalla mostra Born in Italy che ha come sfondo la campagna mediterranea per promuovere l’agricoltura 2.0 delle antiche semenze autoctone e la biodiversità. Qui le eccellenze italiane rappresentate dal design, food, arte e moda con protagonisti i vestiti architettura di Roberto Capucci, dialogano e stimolano l’attenzione, grazie al lavoro di Toni Campo, su una grande ricchezza italiana: agrumeti, ulivi, mandorli, carrubi, puri simboli di italianità. Le icone, questi oggetti ‘extra-ordinari’.

Buona lettura!